mercoledì 24 gennaio 2007





Sono emozionato. E pervaso da tanta bellezza che si dispiega davanti ai miei occhi: la schiera compatta ed eterogenea dei libri che hanno accompagnato la mia esistenza fin qui.
Bellezza semplice ed incomunicabile, ogni titolo è una promessa di felicità. Non li avevo mai visti tutti insieme, così radunati - non sono proprio tutti, ma sono senz'altro i più importanti - e mentre prima erano in gruppi sparsi per la casa, ora testimoniano la linea che congiunge il passato al futuro.
Contribuisce all'effetto la singolare disposizione del mobile-libreria in legno massiccio su cui sto scrivendo: l'unico oggetto contro la parete di una stanza altrimenti vuota.

Sorseggio il mio tè verde, e mi rimetto a studiare.

domenica 21 gennaio 2007

sabato 20 gennaio 2007

venerdì 12 gennaio 2007

Il Blog è un Campo Letterario

Una sera ero in bagno, e mi lavavo i denti. E un pensiero folgorante ha attraversato l'immagine mia riflessa sullo specchio: il Blog è un Campo Letterario! Il pensiero si è articolato meglio: i Blog sono vettori agenti in un campo letterario, cioè "ogni Blog crea di per sé un campo letterario ed è un vettore agente in un campo letterario".

Ora, non pretendo che il mio blog sia questo (a questo punto dovrei spiegare cosa sia un Campo Letterario!): ma se è vero quello che dicono i pragmatisti americani quando parlano delle tre B - Bedroom, Bathroom, Bus - come i luoghi in cui ci vengono in mente le pensate migliori, allora dovrei tener conto di questa mia intuizione, considerarla pertinente - se non al mio blog, fatto più di disegni che di parole - almeno ai Blog più validi dal punto di vista letterario.

Un Campo Letterario non è solamente un Genere Letterario. Ma un genere può certamente essere, da solo, "generatore di un campo". Per esempio, il romanzo: si impone con l'ascesa della classe borghese, la sua finalità è l'amusement; il romanzo è espressione di un'ideologia e si muove all'interno di un mercato.
Più in generale, il Campo Letterario è l'insieme degli scambi linguistici: ma ogni discorso, ogni parola, ogni produzione letteraria (quindi anche un Blog), non è semplicemente scambio tra parlanti o scriventi, ma anche scambio economico tra produttori di ricchezza (materiale o simbolica) e consumatori.

Veniamo alla parte più interessante. Chi cura un Blog è un produttore indipendente di ricchezza linguistica, contribuisce attivamente (ma quasi mai consciamente) alle mutazioni linguistiche, e produce all'interno di un campo letterario una flessione, una curvatura spaziale, con la sua semplice presenza. Mentre i produttori tradizionali di discorsi (scrittori, professori, linguisti, oratori, lettori) devono sottostare alle leggi di un mercato, l'esistenza del quale è data dalla presenza di una distanza tra discorso legittimo e discorso illegittimo, tra produttori qualificati e non, nel caso dei Blogger questa distanza non esiste. Non esiste il mercato, perché non lo si fa a scopo di lucro. Se c'è un mercato, è solo simbolico. Scompare il mercato materiale, ma non quello simbolico, quello della produzione di linguaggi alternativi, di possibilità alternative, di mondi alternativi.

Parlo a voi blogger. Siete la ricchezza del nuovo millennio. Una ricchezza non facilmente mercificabile. Scusate se mi sono prodotto di nuovo in un post lungo e noioso. Ma ritengo la questione di una certa rilevanza.