venerdì 12 gennaio 2007
Il Blog è un Campo Letterario
Una sera ero in bagno, e mi lavavo i denti. E un pensiero folgorante ha attraversato l'immagine mia riflessa sullo specchio: il Blog è un Campo Letterario! Il pensiero si è articolato meglio: i Blog sono vettori agenti in un campo letterario, cioè "ogni Blog crea di per sé un campo letterario ed è un vettore agente in un campo letterario".
Ora, non pretendo che il mio blog sia questo (a questo punto dovrei spiegare cosa sia un Campo Letterario!): ma se è vero quello che dicono i pragmatisti americani quando parlano delle tre B - Bedroom, Bathroom, Bus - come i luoghi in cui ci vengono in mente le pensate migliori, allora dovrei tener conto di questa mia intuizione, considerarla pertinente - se non al mio blog, fatto più di disegni che di parole - almeno ai Blog più validi dal punto di vista letterario.
Un Campo Letterario non è solamente un Genere Letterario. Ma un genere può certamente essere, da solo, "generatore di un campo". Per esempio, il romanzo: si impone con l'ascesa della classe borghese, la sua finalità è l'amusement; il romanzo è espressione di un'ideologia e si muove all'interno di un mercato.
Più in generale, il Campo Letterario è l'insieme degli scambi linguistici: ma ogni discorso, ogni parola, ogni produzione letteraria (quindi anche un Blog), non è semplicemente scambio tra parlanti o scriventi, ma anche scambio economico tra produttori di ricchezza (materiale o simbolica) e consumatori.
Veniamo alla parte più interessante. Chi cura un Blog è un produttore indipendente di ricchezza linguistica, contribuisce attivamente (ma quasi mai consciamente) alle mutazioni linguistiche, e produce all'interno di un campo letterario una flessione, una curvatura spaziale, con la sua semplice presenza. Mentre i produttori tradizionali di discorsi (scrittori, professori, linguisti, oratori, lettori) devono sottostare alle leggi di un mercato, l'esistenza del quale è data dalla presenza di una distanza tra discorso legittimo e discorso illegittimo, tra produttori qualificati e non, nel caso dei Blogger questa distanza non esiste. Non esiste il mercato, perché non lo si fa a scopo di lucro. Se c'è un mercato, è solo simbolico. Scompare il mercato materiale, ma non quello simbolico, quello della produzione di linguaggi alternativi, di possibilità alternative, di mondi alternativi.
Parlo a voi blogger. Siete la ricchezza del nuovo millennio. Una ricchezza non facilmente mercificabile. Scusate se mi sono prodotto di nuovo in un post lungo e noioso. Ma ritengo la questione di una certa rilevanza.
Una sera ero in bagno, e mi lavavo i denti. E un pensiero folgorante ha attraversato l'immagine mia riflessa sullo specchio: il Blog è un Campo Letterario! Il pensiero si è articolato meglio: i Blog sono vettori agenti in un campo letterario, cioè "ogni Blog crea di per sé un campo letterario ed è un vettore agente in un campo letterario".
Ora, non pretendo che il mio blog sia questo (a questo punto dovrei spiegare cosa sia un Campo Letterario!): ma se è vero quello che dicono i pragmatisti americani quando parlano delle tre B - Bedroom, Bathroom, Bus - come i luoghi in cui ci vengono in mente le pensate migliori, allora dovrei tener conto di questa mia intuizione, considerarla pertinente - se non al mio blog, fatto più di disegni che di parole - almeno ai Blog più validi dal punto di vista letterario.
Un Campo Letterario non è solamente un Genere Letterario. Ma un genere può certamente essere, da solo, "generatore di un campo". Per esempio, il romanzo: si impone con l'ascesa della classe borghese, la sua finalità è l'amusement; il romanzo è espressione di un'ideologia e si muove all'interno di un mercato.
Più in generale, il Campo Letterario è l'insieme degli scambi linguistici: ma ogni discorso, ogni parola, ogni produzione letteraria (quindi anche un Blog), non è semplicemente scambio tra parlanti o scriventi, ma anche scambio economico tra produttori di ricchezza (materiale o simbolica) e consumatori.
Veniamo alla parte più interessante. Chi cura un Blog è un produttore indipendente di ricchezza linguistica, contribuisce attivamente (ma quasi mai consciamente) alle mutazioni linguistiche, e produce all'interno di un campo letterario una flessione, una curvatura spaziale, con la sua semplice presenza. Mentre i produttori tradizionali di discorsi (scrittori, professori, linguisti, oratori, lettori) devono sottostare alle leggi di un mercato, l'esistenza del quale è data dalla presenza di una distanza tra discorso legittimo e discorso illegittimo, tra produttori qualificati e non, nel caso dei Blogger questa distanza non esiste. Non esiste il mercato, perché non lo si fa a scopo di lucro. Se c'è un mercato, è solo simbolico. Scompare il mercato materiale, ma non quello simbolico, quello della produzione di linguaggi alternativi, di possibilità alternative, di mondi alternativi.
Parlo a voi blogger. Siete la ricchezza del nuovo millennio. Una ricchezza non facilmente mercificabile. Scusate se mi sono prodotto di nuovo in un post lungo e noioso. Ma ritengo la questione di una certa rilevanza.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
4 commenti:
Clap Clap Clap.
Non avresti potuto spiegare meglio il mood con il quale utilizzo il blog e vedo il mondo dei blogger(blogostera).
Hai proprio intercettato il mio modo di vedere,se vuoi,anche il mondo che ci circonda.
Tecnicamente e concettualmente parlando,hai scritto una cosa stupenda.
Ti sono vicino in questo.
Riz
...il (mio) problema non è la lunghezza...
so che lo dicono quasi tutte le donne...ma non intendo...'sciamo perdere...
Più che la lunghezza,il mio gap viene dall'uso di una "forma",che in qualche modo sbiadisce l'urgenza...
ESEMPIO PRATICO
Se ti scappa la pipì da stramorire e non hai un cazzo di pitale,orinatoio,vasetto o quant'altro funga...ti pisci addosso!
Se aspetti,e cerchi un W.C....non stai morendo dal piscio...
certo,sempre piscia è...ma,il primo -se- è URGENTE...il secondo,no.
Il mondo è bello perchè è vario...
ma...
io continuo a pisciarmi addosso!
Pseudopiss
uao - sono senza parole!
@Pseudocris: non so come un post analitico possa essere scritto in forma splatter...
Io mi siedo sul cesso, poi quello che viene fuori, viene fuori. Non si può sempre scrivere in stato di ebbrezza.
Thanks for writing this.
Posta un commento